domenica 12 agosto 2012

da Terni City Rockers n.1: intervista ai Synthesis


Non potevamo non inaugurare il primo numero di TERNI CITY ROCKERS con un’intervista al gruppo senz’ombra di dubbio più valido e più acclamato della scena heavy ternana: i SYNTHESIS. Attivi da divrsi anni, hanno una storia lunga e varia, conosciuta da parcchi, ignota ad altrettanti; questo articolo è quindi rivolto soprattutto a questi ultimi.
Il nostro interlocutore è David Pieralisi, chitarra solista e personaggio estremamente carismatico sul palco, nelle veci di rappresentante del gruppo.

T) David, ci conosciamo da parecchio tempo, eppure neanche io posso dire di poter elencare con precisione tutti i cambiamenti avvenuti all’interno dei Synthesis, figuriamoci tutti quelli che si sono avvicnati da poco all’hay metal ternano e che vi conoscono solo dai vostri ultimi concerti, che sono tra l’altro un ottimo biglietto da visita. Vorremmo, per iniziare, una breve storia del gruppo.
D) Bene, il gruppo è nato nel 1978, ed era sicuramente diverso da come è attualmente, sia come genere che come line-up. I membri originali erano 3: io, RobertoUccellini, il nostro batterista da sempe, e Bruno Erminero alle tastiere. Io, tra l’altro, suonavo prevalentemente il basso più che la chitarra, mentre bruno era già estremamente virtuoso con l’organo e il moog. Questo ci avvicinava quindi ad un genere di pop-rock vicino agli Emerson Lake & Palmer piuttosto che all’hard, più per un motivo puramente tecnico che per volontà nostra (i miei gruppi preferiti erano allora Kiss e DeepPurple). Un anno dopo, nel 1979, entrò nel gruppo Piero Iatteri; Piero suonava la chitarra, ma entrò come bassista. Questo sollevò me a quel ruolo,  ed io potei dedicarmi con più impegno alla chitarra solista, facendo notvoli progressi. Potemmo così finalmente dedicarci al gnre che più amavamo, l’hard rock stile Deep Purple. Nel 1981 Bruno lasciò il gruppo per ragioni personali; continuammo a suonare i vecchi pezzi che, con l’assenza delle tastier, assunsero un carattere più “duro”, ed i nuovi brani nati in quel periodo eranoall’insegna del più moderno heavy metal. Nel settembre 1982 Piero parte per il militare, e fummo costretti a prendere un bassista sostitutivo, Stefano Marinozzi. Il gruppo subì in questo periodo una sbandata; le idee erano più confuse e soprattutto mancava quel completo affiatamento che però, non senza fatia, riuscimmo a ristabilire, e alla fin del 1982, le cose cominciarono a tornare quelle di una volta. Stefano, entrato all’inizio come rimpiazzo, divenne un membro dei Synthesis a tutti glie effetti, e quando Piero tornò dal militare, rientrò nel gruppo come chitarra ritmica. I Synthesis avevano ora la classica formazione dell’havy metal moderno, tranne che per il cantante. La voce solista era empre stata un problema per il gruppo, infatti avevo sempre cantato io le canzoni, ma la mia voce non era abbastanza alta per il nostro stile di havy metal, e Piero, nonostante fosse notevolmente dotato come cantante, aveva purtroppo una carente pronuncia inglese. I nostri guai, in questo senso, finirono definitivamente quando nell’estate dell’83, si è unito a noi GiulioBiocca, già cantante degli Interceptor, gruppo heavy metal di Perugia (di cui ci occuperemo prossimamente n.d.r.). Con lui il gruppo sembra finalmente aver raggiunto, speriamo, una line-up definitiva.
T) A proposito di Giulio, vuoi chiarire la sua posizione nei Synthesis?
D) Giulio, per sua volontà, non è un membro a tempo pieno dei Synthesis. Mi spiego: lui viene regolarmente alle prove, e non è mai mancato ad un concerto, ma è come un session-man, presta a noi, per amicizia e per divertimento, la sua voce e la sua presenza sul palco, decisamente notevole. Ma non ha una partecipazione diretta nella creazione dei brani; le sue idee musicali le dedica agli Interceptor. Bisogna ricordare che il suo legamo con questo, tra l’altro molto valido gruppo, è molto forte; lui è con noi solo al 50%, e non posso negare che io aspirerei invece ad un maggiore affiatamento.
T) Quali sono i vostri gruppi preferiti?
D) Beh, amiamo naturalmente i classici, Iron Maiden, Saxon, Judas Priest ecc. Dei nuovi gruppo mi hano colpito soprattutto Manowar, Quennsrÿche, Loudness e Accept.
T) Tu sei un chitarrista, chi sono i tuoi modelli d’ispirzione prefriti?
D) Mi piacciono molto Michael Schenker, Wolf Hoffman e Herman Frank, le du ascie degli Accept, e naturalmente Ritchie Blckmore e i virtuosismi di Edward Van Halen.
T) Come avete scelto il nome “SYNTHESIS”?
D) È stata una scelta casuale. Cercavamo un nome, e Roberto si mise a guardare nel vocabolario di greco; trovò la parola “synthesis”, che significava “combinzione di elementi, fusione”. Ci piacque sia la parola che il suo significato, e l’abbiamo adottata.
T) Assumete una posizione politica come gruppo?
D)No, non ci interssa. Ognuno di noi ha le sue idee, che vengono tenute fuori dalla musica.
T) Come vedi la situazione a Terni?
D)Negli ultimi tempi, estremamente intressante. Nascono continuamente nuovi gruppi, soprattutto di heavy metal, e mi sembra un cosa molo positiva. Meglio passare il tempo libero a suonare che a stare in giro a non fare niente o magart a bucarsi o peggio.
T) Che rapporti avete con gli altri complessi ternani?
D) Sono tutti ragazzi simpatici, e siamo amici di molti di loro, dei Warhead ad esempio e dei Blood Sucker di Narni. Purtroppo però, molti non ricambiano questa simpatia. Parecchi credono che ci siamo montati la testa, che li guardiamo dall’alto in basso, cosa che, almeno per quel che mi riguarda, non è affatto vero, e ciò mi dispiace molto.
T) Il futuro dei Synthesis?
D)Mah, per adesso tutto sembra procedere bene. Molto dipenerà da come sarà accolta dal mercato la compilation di HM italiano “METALLO”, che ci vde al fianco di gruppi come Vanadium, Vanexa, Steel Crown, Raff, Tir ed altri, che iene distribuita in tutta Europa. Noi vipartecipiamo col brano “The light”. Speriamo bene!
E lo speriamo anche noi e tutti i metallari diTerni.
Buona fortuna Synthesis!

Nessun commento:

Posta un commento