martedì 14 agosto 2012

da Sentinel n.1: 14/9/1984 Live a Rocca Priora: Paul Chain & Violet Theatre - Gunfire


Paul Chain & Violet Theatre
Gunfire
14 – 9 – 1984
Live! Rocca Priora





Ennesima spedizione dei Terni City Rockers alla volta di un concerto non pubblicizzato, non importante (per tutti quei metallari da operetta che muovono le chiappone solo per andare a vedere… Maiden, Ac/Dc e gli altri big), nonostante fosse presente la RAI3 e fosse presentato da Claudio Sorge (Rockerilla). Rocca Priora è stata infiammata per diverse ore dalle performances di diversi gruppi di vario genere musicale, dalla new wave all’heavy metal, tra cui appunto Paul Chain e Gunfire.
Giungemmo al castello di Rocca Priora, al cui interno si svolgeva la manifestazione, verso le 20,30 di sera, proprio in tempo per venire avvertiti dai metallari locali che di lì a mezzora si sarebbero esibiti Catena & Co.
Come descrivere ciò che è accaduto mezzora (circa) dopo? Il Teatro Viola è esattamente ciò che il suo nome vuol far intendere: uno spettacolo teatrale vero e proprio, una dark-opera più che un concerto di heavy metal, una lugubre apologia della morte. Una ventina di minuti prima dello spettacolo, il cantante Sanctis Ghoram, nel funebre abito di scena, è stato spinto su di una carrozzella per invalidi da una ragazza in tunica viola. Lì è rimasto, immobile, impassibile alle urla del pubblico già esaltato, mentre i roadies finivano di portare teschi, croci e assurdi manichini sull’allucinante palco, fino a che, annunciati da lugubri suoni incisi nella più profonda fossa dell’Ade, sono apparsi finalmente Thomas Hand-Chaste il batterista, affiancato da due boia incappucciati, Claude Galley il bassista, e lui, il sinistro leader Paul Chain, in incredibili costumi ottocenteschi.
Ghoram si anima finalmente e alzandosi dalla sedia a rotelle dà inizio allo spettacolo. Il primo atto del Teatro è l’ormai celebre “Chains of death”, seguita dai migliori brani del repertorio dei vecchi Death SS, inclusa, naturalmente, un’eccellente versione di “Black and violet”. Lo spettacolo è quanto di più incredibile si possa vedere on stage, la musica è la più dark mai udita sulla faccia della terra.
Paul Chain non ha niente da invidiare a qualsivoglia band italiana ed a buona parte di quelle estere.
Scuotano pure la testa quelli che odiano il dark e amano solo il metallo classico; quando si assiste ad una performance di questa incredibile band, ci si trova di fronte all’ARTE pura, alla ricerca sofferta, alla più audace sperimentazione.
Termina infine lo show (durato una mezzora, come tutti gli altri gruppi) e mentre aspettiamo i Gunfire, che avrebbero suonato per ultimi, verso le 23, sbraniamo un panino finché Catena e soci ci raggiungono, ormai struccati e riprese sembianze umane (!).
Dopo due bands, una di musica pseudo-dance (leggi afro) ed una di new ave abbastanza originale, ecco finalmente salire sul palco per ultimi, ma non ultimi, i prorompenti Gunfire.



Un look ispirato al glam, non quello esasperato di Wrathchild ma più su Ratt o Icon, ad una musica tutta all’opposto. Uno speed-metal classico e al tempo stesso originale, un po’ come se i Manowar suonassero hardcore. I ragazzi, nonostante abbiano fatto pochissimi concerti finora (si sono formati meno di un anno fa e dopo soli 4 mesi già avevano prodotto un ottimo demo-tape) sanno veramente star sul palco ed infuocare la folla, coinvolgendo il pubblico in maniera esemplare; quando il metallo è nel sangue… ed il sangue non è acqua!
Ottime entrambe le bands, dunque, e nessun rimpianto per i chilometri fatti tra andata e ritorno per gustarsi un’ora di metallo (tra tutti e due i gruppi). Paul Chain è stato una conferma (e chi ne dubitava?) ed i Gunfire una scoperta. Speriamo di poterli ammirare al più presto a Terni in un eventuale concerto organizzato dalla fanzine verso Natale, se non altro per dimostrare ai colleghi metallari umbri, che non esageriamo quando ci perdiamo in sperticati elogi nei riguardi dei gruppi in questione.

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