giovedì 26 luglio 2012

Una poesia al giorno: "Primavera sacra" (D.Thomas)



Primavera sacra

Oh, da un letto d’amore mentre
quell’eterno ospedale faceva un’altra mossa
per lenire il corpo incurabile e contato,
e la rovina e le sue cause
sul mare spinato e mitragliante
raccoglieva un esercito
e dilagava nelle nostre ferite e nelle case,
io mi alzo a salutare la guerra in cui non ho cuore
ma soltanto quell’unico buio a cui devo la mia luce,
cerco uno specchio confessore che ne sappia di più
ma non trovo da far risplendere
dopo la notte lapidante di Dio
e sono percosso dal sole, come un artefice sacro.
Nessuna lode alla primavera,
perché è tutta Gabriele e boscaglia raggiante
mentre il mattino spunta felice dal rogo desolato
e la lacrima infocata della folla
si raffredda sul muro del pianto,
o mio prodigo padre sole che ti sollevi
con la faretra colma d’infanti di puro fuoco.
Ma benedetta la grandine e il terremoto,
che ancora non si calmano,
è sicuro solo resistere e cantare soli
nel guscio della casa dell’uomo
e nel materno e vacillante edificio
della santa primavera,
anche se è solo per l’ultima volta.
(Dylan Thomas)

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