lunedì 30 luglio 2012

Il poeta del giorno: DEREK WALCOTT

Derek Walcott è considerato il più grande e importante poeta e drammaturgo delle Indie Occidentali. Premio Nobel per la Letteratura nel 1992, nelle sue opere Walcott indaga ed esprime il conflitto tra l'eredità della cultura europea e quella originaria delle Indie Occidentali, quel lungo percorso storico che ha portato il suolo caraibico dalla dominazione europea all'indipendenza, nonché il suo sentirsi un 'nomade' delle due civiltà.
Derek Walcott è nato nel 1930 a Castries, capitale di Saint Lucia, nelle Antille Minori. Nascere e crescere in un contesto geo-politico così particolare - una piccola isola vulcanica, ex-colonia britannica - influisce fortemente sulla produzione letteraria di Walcott. Suo padre Warwick, artista bohèmien, lasciò lui e il suo fratello gemello Roderick quando erano ancora bambini. La prima formazione di Derek e Roderick avviene al St. Mary's College, dove insegna la madre Alix, che per prima trasmetterà a Derek l'amore per la poesia. Dopo la borsa di studio alla West Indies University di Kingstone, Giamaica, Walcott si trasferisce nel 1953 a Trinidad, lavorando come giornalista in quotidiani locali e come professore in diverse scuole. La sua vita si divide tra Trinidad e Stati Uniti, dove è titolare della cattedra di Poesia all'Università di Boston.
La sua attività letteraria ha inizio a diciott'anni, quando pubblica a proprie spese Twenty Five Poems. Scrittore inoltre di opere teatrali e testi per la radio, ottiene il primo importante riconoscimento da parte del grande pubblico con la pubblicaizone dell'opera In a green Night (1962).




Il pugno

Il pugno stretto intorno al mio cuore
si allenta un poco, e io respiro ansioso
luce; ma già preme di nuovo.
Quando mai non ho amato
la pena d'amore? Ma questa si è spinta
oltre l'amore fino alla mania. Questa
ha la forte stretta del demente, questa
si aggrappa alla cornice della non-ragione, prima
di sprofondare urlando nell'abisso.
Tieni duro allora, cuore; così almeno vivi.

L'aspro sapore del mare

Quella vela piegata dalla luce,
stanca d'isole,
una goletta che batte il Mar dei Caraibi
per ritornare, potrebbe essere Odisseo
diretto a casa attraverso l'Egeo:
quel desiderio di padre e di marito,
sotto l'aspro livore della vecchiezza,
è come l'adultero che sente il nome di Nausicaa
in ogni grido di gabbiano.
E questo non assicura la pace. L'antica guerra
tra ossessione e responsabilità
non può finire ed è la stessa
per il naufrago e per chi sul lido
ora infila i piedi nei sandali per rientrare
da quando Troia ha spirato l'ultima fiamma
e il macigno del cieco ciclope ha alzato le acque
dalle cui ondate i grandiosi esametri giungono
alle conclusioni dell'esausta risacca.
I classici possono consolare. Ma non abbastanza.

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