venerdì 15 giugno 2012

Poesie per chi non c'è più


a mio padre (1920-1972)

SE PENSO A TE

Se penso a te vedo solo un letto d’ospedale,
i silenzi che seguivano
ogni tuo respiro affannoso,
le corse nella notte di medici ed infermieri,
che al tuo capezzale scuotevano la testa.
Se penso a te vedo solo pochi giorni felici,
i tuoi rari sorrisi nel viso della tua sofferenza,
le lunghe notti passate da solo nel letto grande,
sempre con l’angoscia del telefono che squillava.
Se penso a te mi rivedo bambino già cresciuto,
che correva dietro ad un pallone,
ma tu non eri lì con me e con i miei piccoli anni.
Te ne sei andato troppo presto
per la mia giovane vita,
ed ora che sono anch’io un uomo,
la nostalgia mi prende quando ti penso,
seppure nei pochi istanti vissuti insieme.
Quante cose avrei voluto
che i tuoi occhi vedessero:
i miei anni di scuola,
la mia divisa da soldato,
le mie pene col mondo del lavoro,
il mio matrimonio,
il tuo nipotino che,
quando vede la tua foto su quella gelida pietra,
dice sempre:
«Ciao nonno… ti mando un bacino!»
Papà, non ti ho conosciuto come avrei voluto,
ma il pensiero del tuo ricordo
mi dà voglia di vivere
e di continuare ad andare avanti,
seppur sempre triste nel tuo addio.
(2004)

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a Raffaella L. (1966-2009)

S’È FATTO PESANTE IL MIO CUORE

Una volta scrivevo se un giorno ti rivedrò,
ora la speranza viaggia al centro dell’infinito.
In questi anni ti ho pensato, qualche volta,
e in me riaffiorava il flebile desiderio
di rivedere ancora quel sorriso malinconico.
S’è fatto pesante il mio cuore
quando il tuo viaggio s’è concluso amaramente,
per sempre rapito dal cielo di primavera.
Un giorno scrivevo di poterti dire tante cose,
ora le mie parole sono come cemento.
Avrei voluto toccare un sogno e spesso,
in quei giorni vissuti insieme a te,
ho pianto sul tempo perduto.
Ora quel tempo non tornerà
e quel piccolo attimo di felicità
lo conserverò sempre dentro i miei ricordi.
Cercherò di rincontrarti in un’altra vita
per vedere quel malinconico sorriso diventare allegria.
(2011)

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