mercoledì 23 maggio 2012
Il poeta del giorno: KAHLIL GIBRAN
Sensibile scrittore divenuto celebre per la poetica raccolta di scritti riuniti nel volume "Il profeta", Kahlil Gibran è nato il 6 dicembre 1883 a Bisharri (Libano), da una famiglia piccolo-borghese maronita. I genitori erano cristiani maroniti, cattolici della Palestina settentrionale;crebbe con due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro Boutros, nato dal primo matrimonio della madre, rimasta vedova.
Famiglia unita e permeata dal rispetto reciproco, i Gibran si videro costretti ad emigrare per ragioni economiche negli Stati Uniti. Approdarono così sul suolo americano nel 1895. A dodici anni Kahlil cominciò a frequentare le scuole del posto ed è per questo motivo che il suo nome venne abbreviato in Kahlil Gibran, formula che usò successivamente anche nei suoi scritti in inglese.
In seguito, adulto, visse a Boston nel quartiere cinese, abitato da immigrati italiani, irlandesi e siriani.
Tornato nel 1899 per tre anni a Beirut per studiare la lingua e la letteratura araba, soggiornò poi in Libano e Siria, ma nel 1902, desideroso di rivedere la terra che aveva segnato gran parte della sua vita, tornò a Boston.
Nel 1908 è a Parigi per studiare all'Accademia di Belle Arti e si avvicina alla filosofia di Nietzsche e di Rousseau. Nel 1920 è tra i fondatori a New York della Lega Araba, che doveva rinnovare la tradizione araba con l'apporto della cultura occidentale.
Il successo (occidentale) di Gibran, infatti, si deve soprattutto al fascinoso sincretismo religioso che permea "Il profeta" (scritto nel 1923): su tutto prevale l'idea di una generica concezione della divinità, in cui vi si intrecciano immagini e simboli di ogni religione e filosofia (cattolicesimo, induismo, islamismo, mistici sufi accanto agli idealisti europei, romanticisti,Nietzsche e mistici arabi).
Per Kahlil Gibran l'esistenza è il tempo regalato per ricomporre la frattura esistente tra noi e Dio; quando nell'individuo bene e male, perfezione e imperfezione, piccoli sentimenti e grandi passioni riusciranno a convivere, ecco che nella coincidenza degli opposti si manifesteranno saggezza, perfezione e felicità.
La mistica di Gibran sfugge a ogni classificazione, il poeta parla per immagini ricorrendo a un mondo simbolico dai mille significati, che per la sua universalità sollecita l'uomo indù e il cristiano, l'ateo e il credente.
Il suo successo deriva proprio dal suo porsi tra oriente e occidente, tra Beirut, Parigi e New York.
In qualità di artista Gibran è stato un personaggio davvero eclettico, contrariamente a quanto la sua fama, legata perlopiù a "Il Profeta", faccia presupporre.
Oltre che scrittore infatti Gibran fu anche pittore e organizzatore di cultura, in controtendenza al suo carattere schivo ed introverso. Gran parte delle sue iniziative si devono al lodevole aiuto della sua amica Mary Haskell, che lo ha finanziato più volte.
Tra le altre sue opere segnaliamo "Il miscredente," breve romanzo scritto nel 1908 per la rivista "L'Emigrante", in cui impegno politico e tensione civile prevalgono ancora sulla dimensione religiosa.
Altre sue produzioni da ricordare sono il testo autobiografico (in cui esprime il dolore per la morte dell'adorata moglie Selma), "Le ali infrante" (1912), scritto in inglese e le "Massime spirituali", un testo tipico della sua produzione, tra l'aforistico e il mistico, teso a una conciliazione tra occidente e oriente.
Morì a New York il giorno 11 aprile 1931, stroncato dalla cirrosi epatica e dalla tubercolosi; la sua salma fu portata, secondo le sue volontà, in un eremo libanese.
Due anni dopo verrà pubblicata un'opera che aveva lasciato incompiuta: "Il Giardino del Profeta".
IL SALVAGENTE
La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria
riesce a passare.
Famiglia unita e permeata dal rispetto reciproco, i Gibran si videro costretti ad emigrare per ragioni economiche negli Stati Uniti. Approdarono così sul suolo americano nel 1895. A dodici anni Kahlil cominciò a frequentare le scuole del posto ed è per questo motivo che il suo nome venne abbreviato in Kahlil Gibran, formula che usò successivamente anche nei suoi scritti in inglese.
In seguito, adulto, visse a Boston nel quartiere cinese, abitato da immigrati italiani, irlandesi e siriani.
Tornato nel 1899 per tre anni a Beirut per studiare la lingua e la letteratura araba, soggiornò poi in Libano e Siria, ma nel 1902, desideroso di rivedere la terra che aveva segnato gran parte della sua vita, tornò a Boston.
Nel 1908 è a Parigi per studiare all'Accademia di Belle Arti e si avvicina alla filosofia di Nietzsche e di Rousseau. Nel 1920 è tra i fondatori a New York della Lega Araba, che doveva rinnovare la tradizione araba con l'apporto della cultura occidentale.
Il successo (occidentale) di Gibran, infatti, si deve soprattutto al fascinoso sincretismo religioso che permea "Il profeta" (scritto nel 1923): su tutto prevale l'idea di una generica concezione della divinità, in cui vi si intrecciano immagini e simboli di ogni religione e filosofia (cattolicesimo, induismo, islamismo, mistici sufi accanto agli idealisti europei, romanticisti,Nietzsche e mistici arabi).
Per Kahlil Gibran l'esistenza è il tempo regalato per ricomporre la frattura esistente tra noi e Dio; quando nell'individuo bene e male, perfezione e imperfezione, piccoli sentimenti e grandi passioni riusciranno a convivere, ecco che nella coincidenza degli opposti si manifesteranno saggezza, perfezione e felicità.
La mistica di Gibran sfugge a ogni classificazione, il poeta parla per immagini ricorrendo a un mondo simbolico dai mille significati, che per la sua universalità sollecita l'uomo indù e il cristiano, l'ateo e il credente.
Il suo successo deriva proprio dal suo porsi tra oriente e occidente, tra Beirut, Parigi e New York.
In qualità di artista Gibran è stato un personaggio davvero eclettico, contrariamente a quanto la sua fama, legata perlopiù a "Il Profeta", faccia presupporre.
Oltre che scrittore infatti Gibran fu anche pittore e organizzatore di cultura, in controtendenza al suo carattere schivo ed introverso. Gran parte delle sue iniziative si devono al lodevole aiuto della sua amica Mary Haskell, che lo ha finanziato più volte.
Tra le altre sue opere segnaliamo "Il miscredente," breve romanzo scritto nel 1908 per la rivista "L'Emigrante", in cui impegno politico e tensione civile prevalgono ancora sulla dimensione religiosa.
Altre sue produzioni da ricordare sono il testo autobiografico (in cui esprime il dolore per la morte dell'adorata moglie Selma), "Le ali infrante" (1912), scritto in inglese e le "Massime spirituali", un testo tipico della sua produzione, tra l'aforistico e il mistico, teso a una conciliazione tra occidente e oriente.
Morì a New York il giorno 11 aprile 1931, stroncato dalla cirrosi epatica e dalla tubercolosi; la sua salma fu portata, secondo le sue volontà, in un eremo libanese.
Due anni dopo verrà pubblicata un'opera che aveva lasciato incompiuta: "Il Giardino del Profeta".
IL SALVAGENTE
La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria
riesce a passare.
TI AMO
Ti amo terribilmente,
se sbocciasse un fiore ogni volta che ti
penso,
ogni deserto ne sarebbe pieno...
Potrei dimenticarmi di respirare
ma non di pensare a te
Il grande amore non si può vedere ne
toccare,
si può sentire solo con il cuore.
L'amore non da nulla se non se stesso,
non coglie nulla se non da se stesso.
L'amore non possiede ne é posseduto:
L'amore basta all'amore.
se sbocciasse un fiore ogni volta che ti
penso,
ogni deserto ne sarebbe pieno...
Potrei dimenticarmi di respirare
ma non di pensare a te
Il grande amore non si può vedere ne
toccare,
si può sentire solo con il cuore.
L'amore non da nulla se non se stesso,
non coglie nulla se non da se stesso.
L'amore non possiede ne é posseduto:
L'amore basta all'amore.
martedì 22 maggio 2012
Sacred monsters: GUNS 'N' ROSES
1986
1989
1992
2011
http://youtu.be/oobDQ0vdm8M "SWEET CHILD O' MINE"
http://youtu.be/ErvgV4P6Fzc "PATIENCE"
http://youtu.be/zRIbf6JqkNc "DON'T CRY"
DISCOGRAFIA
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